STITICHEZZA STIPSI

F.A.Q. (DOMANDE FREQUENTI)

STIPSI o STITICHEZZA

Il Gastroenterologo spesso è chiamato a risolvere problematiche di Stipsi o Stitichezza.


Le domande che più frequentemente vengono rivolte allo Specialista Gastroenterologo su questa patologia sono:
  1. Vado al bagno anche tutti i giorni, ma non mi sento ben svuotata. Il mio medico di base dice che non è stitichezza, ma io spesso ho fastidi al basso ventre. Cosa ne pensa?
  2. Quali provvedimenti posso attuare per migliorare l'evacuazione e svuotarmi meglio?
  3. Cosa posso fare per non sentire questi fastidi in basso, talora verso l'inguine e la vagina?
  4. Dovrò fare la colonscopia?
  5. Quali malattie posso aspettarmi di avere?
  6. Perché si formano le emorroidi?
  7. E di quali altre malattie potrei soffrire?
  8. Cosa devo aspettarmi dalla visita?


PREMESSA. Le domande sono esposte in modo metodologicamente scorretto, ma questo è voluto, poiché il paziente esprime i suoi dubbi e le sue richieste senza seguire una metodologia clinica, essendo inesperto del problema medico. E spesso il medico curante e lo specialista Gastroenterologo si trovano a dover dare risposte il più precise possibile ad una serie di domande rivolte tutte insieme e senza una razionalità etio-patogenetica



1. Vado al bagno anche tutti i giorni, ma non mi sento ben svuotata. Il mio medico di base dice che non è stitichezza, ma io spesso ho fastidi al basso ventre. Cosa ne pensa?

Si può parlare di stipsi (o stitichezza) quando si hanno uno o più dei seguenti segni:

- Necessità frequente del clistere o di lassativi
- Dolore o sensazione di gonfiore di pancia
- Eccessivo sforzo necessario alla defecazione
- Sensazione di svuotamento incompleto
- Eliminazione di feci secche o caprine
- Necessità di aiutarsi con il dito (nella vagina o nell'ano) o con la mano sulla pancia.
Perciò nel suo caso si può parlare di stipsi e, comunque, definizione a parte, bisogna aiutarla a stare meglio.

2. Quali provvedimenti posso attuare per migliorare l'evacuazione e svuotarmi meglio?

L'alimentazione scorretta e l'attività fisica ridotta possono rendere difficile l'evacuazione per scarsa massa fecale e per l'indebolimento dei muscoli addominali.
Alcune medicine, come gli antiacidi per lo stomaco, i tranquillanti e gli antidepressivi o altri, producono un rallentamento dei movimenti intestinali.
Possono esserci alterazioni anatomiche o della funzione intestinale di cui non si è a conoscenza se non dopo specifiche indagini specialistiche che è opportuno eseguire. Quasi sempre non risulta nulla di grave, ma vengono scoperti i motivi della stipsi.

3. Cosa posso fare per non sentire questi fastidi in basso, talora verso l'inguine e la vagina?

Alcuni curano la stitichezza da soli, rivolgendosi all'erboristeria o al farmacista, senza avere mai eseguito alcuna indagine, ma solo con notizie vaghe, acquisite talvolta indirettamente.
Spesso si usano lassativi che, attirando acqua nell'intestino, creano una diarrea di natura chimica, causando anche uno squilibrio, talvolta grave, delle concentrazioni degli elettroliti nel sangue.
Anche i cosidetti lassativi naturali a base di erbe sono erroneamente ritenuti innocui; quasi tutti hanno invece un'azione chimica irritante e spesso si superano i dosaggi previsti. Si crea quindi una "dipendenza" crescente.
È indispensabile eseguire qualunque cura dopo la visita di uno Specialista Gastroenterologo esperto in Colonproctologia che inquadri le situazioni di reale sofferenza o subdole che, nel tempo, potrebbero complicarsi e divenire gravi.

4. Dovrò fare la colonscopia?

La diagnosi di stitichezza può essere fatta solo dopo indagini specifiche che variano spesso da una persona all'altra.
È opportuno rivolgersi sempre ad uno Specialista, e tanto più se:

- la stitichezza compare all'improvviso
- si associa a dimagrimento o perdita dell'appetito
- si hanno dolori addominali senza riuscire a evacuare
- è presente frequentemente la nausea
- è presente febbre
- si hanno prurito o perdite di sangue

5. Quali malattie posso aspettarmi di avere?

Le più comuni malattie dell'ano (proctologiche) sono:
1) La ragale anale che è una ferita del bordo anale e che, nelle fasi iniziali, può provocare lievi fastidi come prurito o modesto sanguinamento.
Quando invece la malattia è in fase più avanzata, il dolore ed il sanguinamento si fanno sempre più intensi specialmente dopo la defecazione. È una patologia frequente, non è facile accorgersene e andare al bagno può diventare un vero incubo.
2) Le fistole perianali: sono piccoli tunnel che mettono in comunicazione la cute interna all'ano (perianale) con l'interno del canale anale.
In genere sono procedute da un ascesso perianale con dolore e febbre; non guariscono quasi mai spontaneamente.
3) Le emorroidi: sono dei cuscinetti venosi che hanno la funzione di rendere elastico il canale anale e provvedere, insieme agli sfinteri, alla continenza delle feci e dei gas.
Il canale ano-rettale, per vari motivi, tende a scendere (età, sforzi, alimentazione errata, stitichezza, ecc…) e si spinge in basso verso l'orifizio anale. Le vene emorroidarie allora escono fuori dall'ano provocando i sintomi della malattia emorroidaria o "emorroidi" (prolasso, sanguinamenti, crisi dolorose).
La dilatazione patologica delle vene del plesso emorroidario (malattia emorroidaria) può essere la causa o la conseguenza più frequente della stitichezza: tale dilatazione induce un circolo vizioso poiché rende l'evacuazione molto dolorosa. Molte delle abitudini di vita che provocano problemi intestinali causano il cedimento o prolasso emorroidario e mantengono infiammate le emorroidi.

6. Quale terapia posso fare per le emorroidi?

La terapia della malattia emorroidaria è medica (dieta, farmaci venotropi, antiinfiammatori per via sistemica o locale, miorilassanti, antidolorifici, dilatatori criotermici).
Quando i gavoccioli venosi, dopo la defecazione, non rientrano e rimangono sempre fuori, ed il fastidio è sempre presente con sanguinamento costante, è indispensabile un intervento chirurgico per ripristinare una situazione di normalità.
Tra le metodiche chirurgiche più valide, sono concordemente la tecnica di Miligan-Morgan o la prolassectomia muco-emorroidaria con stapler in cui non si asportano solamente le vene emorroidarie prolassate (intervento notoriamente molto doloroso) ma si esegue anche un "lifting" completo della mucosa prolassata.
La nuova metodica riporta ad una situazione di normalità anche le vene emorroidarie, senza più dolore o sanguinamenti.
Questo intervento viene eseguito internamente al canale anale senza ferite esterne che sono quelle responsabili del dolore, cosicché dopo l'intervento il dolore è minimo o assente.

7. E di quali altre malattie potrei soffrire?

Talvolta nelle donne possono essere presenti anche alterazioni del pavimento pelvico con il prolasso della vescica o dell'utero.
Il paziente con stipsi ed emorroidi ha pertanto nella sua storia un lungo cammino di esperienze e di disturbi talora gravi; abitualmente ha scelto da solo gli interlocutori e ricevuto diagnosi e terapie spesso approssimative proprio per l'incompleto e frammentario inquadramento clinico.
Il corretto inquadramento clinico e la giusta terapia sono infatti indispensabili in queste malattie che vengono quasi sempre trattate da singoli professionisti non correlati, con una valutazione incompleta o tecnicamente approssimativa e spesso curati con rimedi improvvisati e talvolta dannosi.
Anche la cosidetta terapia della stipsi con le "erbe naturali" abitualmente ritenuta innocua e quindi gestita superficialmente, può creare stati di dipendenza crescente o provocare lesioni della mucosa nell'intestino con complicanze anche gravissime.

8. Cosa devo aspettarmi dalla visita?

La prima visita prevede l'inquadramento clinico generale con:

- Anamnesi e valutazione del disturbo
- Raccolta dei dati clinici
- Visita proctologica
- Anoscopia Il protocollo diagnostico di primo livello può prevedere:
- Pancolonscopia
- Valutazione del tempo di transito intestinale con pellets radiopachi - Manometria anorettale
- Defecografia
- Ecografia trans-rettale.

Ulteriore diagnostica può essere necessaria con:

- Ecografia addome-pelvi
- RM pelvi
- Clisma con doppio contrasto
- EMG
- Valutazione urologica e ginecologica del pavimento pelvico.

La valutazione delle indagini eseguite permette di esplicitare al paziente le cause ed il grado della sua malattia e di scegliere insieme la terapia più idonea:

- Dieta
- Biofeed-back
- Terapia farmacologica
- Riabilitazione
- FisioKinesiTerapia
- Elettrostimolazione
- Neuromodulazione sacrale
- Chirurgia tradizionale
- Idrocolonterapia
- Psicoterapia

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